Roccasecca-Presentato a Caprile il lavoro di Massimiliano Paolozzi

  IL DRAMMA DEGLI SFOLLATI RACCONTATO IN UN LIBRO

  Roccasecca- Il borgo medioevale di Caprile e la chiesa di Santa Maria delle Grazie Hanno fatto da cornice alla manifestazione per la presentazione del volume di Massimiliano Paolozzi dal titolo “Roccasecca-Perugia un viaggio senza ritorno nella primavera del 1944.Il dramma di una comunità di sfollati tra sradicamento, morte e oblio”.

La minuziosa ricerca storica-archivistica dell’autore è servita a chiarire le circostanze, il luogo e la modalità in cui avvenne la tragica morte di 15 cittadini della comunità di Roccasecca, in particolare di Caprile, costretti ad abbandonare la propria terra nella primavera del 1944 per essere condotti dai militari tedeschi nel capoluogo umbro dove morirono in seguito ad un bombardamento sulla città. La professoressa Amelia Favilla, presidente dell’Associazione Culturale “SEMEN”, ha promosso l’incontro e ha aperto la manifestazione definendo l’opera del Paolozzi semplice e fruibile dal punto di vista lessicale ed arricchita stilisticamente da preziosismi linguistici e latinismi. Ai saluti iniziali del parroco Don Fabrizio Tritone e di Ignazio Schintu, vice presidente dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, hanno fatto seguito, nel corso dell’evento culturale, gli interventi di tre autorevoli relatori.

Don Fausto Avagliano, direttore dell’Archivio di Montecassino, ha esordito definendo la monografia del Paolozzi “un atto di pietas” nei confronti delle vittime civili di guerra e ponendo all’attenzione di una platea numerosa e qualificata brani relativi alle notizie di guerra tratti dal “Diario personale” di Don Angelo Pantoni, monaco cassinese sfollato a Perugina nella primavera del1944.

Magistrale l’intervento della professoressa Silvana Gasmirri, docente di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Cassino, secondo la quale le lacune riguardo agli studi riguardo alla drammatica esperienza dello sfollamento durante il secondo conflitto mondialevengono in parte colmate dall’opera del giovane studioso roccaseccano.  

Eugenio Maria Beranger, storico dell’Alta Terra di lavoro ed autore del pregevole saggio introduttivo alla ricerca del Paolozzi, ha invece relazionato sulle “modalità di realizzazione e sulle finalità dei Martirologi”.

 





Articolo di Loreta Grimaldi

Tratto da Ciociaria Oggi del 12 luglio 2004

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