Le origini dell'antico borgo di Caprile

La storia di Caprile, piccolo borgo del comune di Roccasecca, presenta ancora numerosi interrogativi specie per ciò che concerne la sua nascita.Il toponimo infatti inizia ad essere menzionato dalle fonti dopo il periodo medioevale, quando la proprietà della zona passa da casato a casato. Esistono indizi che retrocederebbero di diversi secoli l'origini del borgo. Poichè mancano notizie anteriori al sedicesimo secolo, la costruzione deve necessariamente partire dai dati riguardanti la chiesa rupestre di Sant'Angelo in Asprano, situata nei pressi dei ruderi delle vecchie abitazioni.Un passo del "Chronicon Monasterii Casinensis" di Leone Ostiense, datato 988, narra di un giudice di Aquino, tale Grimoaldo, che donò alla Badia di Montecassino la chiesa di Sant'Angelo con le terre e le pertinenze ad essa connesse.L'insigne storico  Scandone, occupatosi al lungo delle vicende storiche roccaseccane, nella sua opera "Roccasecca patria di San Tommaso de Aquino", sostiene che "...il monte Asprano era pure designato come monte di Sant'Angelo e di Castrocielo.Questi nomi, evidentemente, volevano significare che quel monte, da un lato esercitavano il lato civici gli abitanti di Castrocielo e delle sue frazioni di Colle San Magno, Cantalupo, Palazzolo, mentre sull'altra metà li esercitavano quelli di Sant'Angelo.E si può anche indicare l'origine di questo nome. Esso apparteneva ad una villa esistente presso la chiesa di Sant'Angelo in Asprano...Non si trattava, è ben ripeterlo, di luoghi disabitati, altrimenti che utile ne sarebbe venuto alla badia? In quei tempi di ferro in cui l'unica fonte di produzione era la coltivazione del suolo, soltanto da coloni coltivatori potevano essere prelevate le varie prestazioni o collette che costituivano la ricchezza del signore laico o ecclesiastico".

                 Nella già citata donazione della chiesa all'abbazia cassinese si fa espressa mansione oltre che delle terre anche delle pertinenze.Quest'ultimo termine induce lo Scandone a dire che "si chiamavano pertinenze le parti di suolo collegate con una terra, con un fondo, con una corte, per ragioni di dipendenza.Tutte le terre che formavano le parti di una vasta proprietà i cui uomini erano tenuti a determinati servizi personali, costituivano le pertinenze, come la selva, il pascolo, il saliceto...Perciò, a maggior ragione, il nome monte di Sant'Angelo presupponeva degli abitatori di Sant'Angelo, come l'altro di monte di Castrocielo indicava sicuramente, nell'opposto versante dell'Asprano, i non ipotetici abitanti di Castrocielo".

La chiesa rupestre inoltre conserva degli affreschi "benedettini" risalenti tra la fine dell' XI e gli inizi del XII secolo, al di sotto dei quali si possono scorgere rozzi resti pittorici che la soprintendenza ha datato fra l' XVIII ed il IX secolo.Un ulteriore indizio questo che ci induce ad avanzare l'ipotesi che il paese abbia origini alto medioevali e che la chiesa di Sant'Angelo in Asprano esisteva sicuramente già prima del 988, anno della sua donazione al cenobio cassinese.Ma che cosa è rimasto oggi della vecchia Caprile?Percorrendo il tratturo che congiunge l'odierno abitato alla chiesa di Sant'Angelo, a metà cammino uno scenario incantevole si para dinnanzi ai nostri occhi: speroni di roccia a strapiombo sui   quali sorgono vecchie abitazioni ormai ridotte a ruderi, altre si concentrano lungo il sentiero che costituiva il fulcro dell'agglomerato.All'interno del borgo un portale gotico e alcune cisterne che servivano agli abitanti per l'approvvigionamento idrico.Probabilmente questo insediamento appartiene alla fase tardo medioevale quando iniziò l'abbandono del sito verso l'attuale Caprile.Dell'originale nucleo non vi è alcuna traccia anche se le successive abitazioni potrebbero essere state edificate su parti edilizie più antiche.

Per saperne di più occorrerebbe una specifica campagna di scavi come sostenuto dal prof. Filippo Coarelli, nativo di Caprile che questi luoghi conosce a menadito e dal prof. Riccardo Francovich, esperto di archeologia medioevale, che qualche tempo fa effettuo un'attenta ricognizione sulle pendici dell'Asprano.

Articolo di Massimo Ricci 

Tratto da "La cantina" del 11/12/1999

 

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